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MicroMacro
Lavorare con la natura affina la capacità di sentire, rende partecipi lo spirito e le abitudini del contadino, porta alla comprensione profonda dei processi vitali. Alla dimensione più concreta del fare si affianca una dimensione diversa che si allontana dall’aspetto materialistico e si arricchisce di una dimensione più spirituale.

Scopriamo allora una natura diversa fatta di macrocosmi e microcosmi, pulsante di vita ed espressione di molteplicità mai banale. È questa la natura che invita a porsi in ascolto e a considerare ogni gesto agricolo non come fine a se stesso ma partecipe di un ciclo completo.

Un paesaggio agrario ricco di diversità è un grande valore che va protetto, curato, raccontato e ricostruito.

E così abbiamo piantato siepi attorno alle vigne e vecchie varietà di frutta, cercato di reintrodurre animali, curato il manto erboso dell’interfilare seminando molte erbe diverse.

Si sono moltiplicate le farfalle, gli insetti e gli uccelli. Pur vivendo in un’area ad agricoltura intensiva come il Trentino la natura ha reagito e quasi ringraziato.

Download Rainer Zierock - Assiomi della cultura agraria
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Poco sappiamo della vita che pulsa al di sotto della pianta, della terra che vive grazie ad una moltitudine infinita di microrganismi. Eppure è grazie all’aumento dell’attività microbiologica legata all’uso dei preparati, all’attenzione nella gestione del suolo, all’equilibrio raggiunto dalla pianta stessa che interagisce così positivamente con il suolo, che contribuiamo a mantenere ed accrescere la fertilità della terra. Solo da una terra viva otterremo frutti vivi.

L’interazione fra la terra e gli uomini che ci lavorano, i loro pensieri, i loro sentimenti e il loro sviluppo morale è il riflesso di quel che vive nell’anima del contadino.

La vite allevata ha un ambiente circoscritto sotto di sé e attorno a sé: nella terra molte altre radici, attorno molti altri tralci e foglie. Questo è lo spazio che l’uomo le ha designato per coltivarla, non può essere la liana che vorrebbe essere per sua vera natura. La vite cerca la luce e nel cercarla spinge le sue radici verso il basso, metri e metri dentro il suolo, in modo da attingere l’energia necessaria per crescere.

Il nostro compito è quello di favorire e accompagnare la pianta: solo il mantenimento della fertilità della terra potrà aiutarci ad avere una vite in equilibrio che possa autodifendersi e reagire meglio alle estreme condizioni climatiche di questi anni. Solo ragionando e agendo attraverso relazioni complesse otterremo risultati tangibili.

Download Il ‘testamento’ di Justus von Liebig
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Piante
Ci siamo abituati a camminare nelle nostre vigne in mezzo ai fiori, ad osservare ogni pianta con attenzione e a stabilire con lei un rapporto delicato ed intenso. Ogni vite ha un portamento diverso, manifesta il suo stato di salute: la vigoria dei germogli ed il suo portamento indicano se l’equilibrio è stato raggiunto e se il nostro agire è stato corretto.

Affinando la capacità di osservare abbiamo colto molte sfumature e anche il ringraziamento che la vigna ben coltivata cerca di esprimere. Ce ne siamo accorti nel non cimare più i tralci, nel non togliere più le foglie vicine ai grappoli, nell’evitare i tagli profondi in potatura, nel lasciare che le erbe spontanee dell’interfilare possano andare a fiore. Le nostre vigne si sono fatte più ricettive: ogni tisana spruzzata ha un effetto benefico; il preparato 501 spruzzato a dosi di pochi grammi per ettaro porta luce dentro la pianta.

E così lavorando ci sembra che assieme al nostro senso di oppressione derivato dalla pratica passata di un’agricoltura materialistica basata sul sistema causa-effetto, se ne sia andato anche quello delle nostre vigne.

A fine settembre, quando cogliamo i frutti, il sentimento che ci anima è la gioia e la gratitudine.
Biodinamica
Abbiamo iniziato ad usare i preparati biodinamici nel 2002, dopo un lungo tempo di riflessione e di confronto con il nostro operare nel passato.

L’agricoltura biodinamica è un intervento agronomico “solare”: ogni pratica in campagna tende a portare le forze del sole nei processi vitali del terreno e della pianta. Il sistema planetario è un vero e proprio essere vivente, in cui le sfere di azione dei singoli pianeti compenetrano la luce solare che inonda la terra.

L’uso dei preparati biodinamici catalizza queste forze.

Non ci siamo allontanati dallo spirito moderno della conoscenza e della ricerca, ma abbiamo cercato di riportare l’uomo con la sua spiritualità dentro la scienza, considerando non solo l’aspetto materialistico della natura ma affrontando la comprensione profonda dei processi vitali.

L’uomo moderno ha dimenticato che è attorno all’agricoltura che gravitano quasi tutte le attività umane.

Download Rudolf Steiner e l’agricoltura biodinamica
Fra le foglie delle nostre vigne sono tornati i nidi di merli, tordi, fringuelli; e poi, a primavera, farfalle, api e molti insetti.

Abbiamo ripreso a curare il prato nell’interfilare, a piantare siepi e, da poco, ad introdurre gli animali in azienda.

A Fontanasanta sono stati riattivati stalle e pollai; usiamo il letame per l’allestimento del cumulo.

Il lavorare in un organismo agricolo a ciclo chiuso, cioè autosufficiente, è il nostro obiettivo futuro. Le componenti umana/sociale, vegetale, animale e minerale hanno un ruolo sinergico e di pari peso nella nostra realtà.
Corno
I preparati biodinamici agiscono “dinamicamente”, non quantitativamente: ne usiamo quantità piccolissime alle quali corrisponde un apporto di sostanza quasi nullo. Attraverso il loro uso, dopo averli dinamizzati in acqua, portiamo al suolo e alla pianta le informazioni che attivano i processi di vita e dunque la fertilità.

Quando emulsioniamo la preparazione biodinamica con un movimento circolare, la forza centrifuga fa salire il liquido sulle pareti del recipiente mentre la forza centripeta scava un imbuto al centro del vortice. Cambiando la direzione, tutto si inverte.
La dinamizzazione genera dunque un movimento ed una forma, assieme all’ossigenazione, indispensabile alla moltiplicazione della vita.
La formazione delle superfici gioca un ruolo importante nella misura in cui queste rinchiudono il prodotto da dinamizzare: il ribaltamento di queste superfici, conseguenza del cambiamento delle direzioni, porta la “memoria” del prodotto nell’acqua.

Nei gesti che accompagnano l’allestimento dei preparati, la loro conservazione, dinamizzazione e distribuzione, abbiamo ritrovato cadenze e ritmi che avevamo dimenticato. L’attività agricola ritorna ad essere vicina all’uomo.

Riusciamo così a camminare nelle nostre vigne osservandole con occhi diversi. Ogni pratica agricola è conseguenza di un’informazione che la pianta ci trasmette.
Spirale
Assaggiamo il vino e ne riusciamo a percepire l’essenza e l’energia. Guardiamo le immagini delle cristallizzazioni sensibili del Teroldego, della Nosiola o del Manzoni Bianco nella loro evoluzione nel tempo e vediamo l’astratto delle nostre sensazioni che si materializza in sempre più fitti e fini cristalli.

Non ci sono numeri o dati ma semplicemente percezioni: è così che ci sembra di essere parte del ciclo naturale, di poter unire la nostra conoscenza alla comprensione intuitiva della natura, di far parte dei suoi ritmi. Ci siamo finalmente messi in ascolto ed abbiamo capito.

Download Analizzare la vitalità

Download Cristallizzazione Granato dal 2004 al 2011

Download Cristallizzazione Foradori dal 2008 al 2012

Download Cristallizzazione Manzoni Bianco 2010 - 2012

Download Cristallizzazione Morei dal 2009 al 2012

Download Cristallizzazione Nosiola dal 2009 al 2012

Download Cristallizzazione Sgarzon dal 2009 al 2012

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