Rassegna Stampa

11 Gennaio 2011

Duemilavini 2011 - Il Libro Guida ai Vini d’Italia

Duemilavini 2011

Il Libro Guida ai Vini d’Italia

Associazione Italiana Sommeliers


Lo scenario è bellissimo. Riparato dalle cangianti pareti rocciose, l’Adige scorre lento e sornione dipanandosi come un nastro d’argento. In corrispondenza di S. Michele all’Adige, si incunea fra le montagne una vasta pianura incastonata fra le pareti rocciose del trentino. Qui matura il teroldego, vitigno di montagna che affonda le sue radici nei sassi calcarei e granitici del Campo Rotaliano. Da venticinque anni Elisabetta Foradori ha “adottato” questa antica varietà e l’ha riportata ad esprimere il suo carattere originario, attraverso la ricostruzione della sua biodiversità. In questo modo il magnifico carattere minerale,. Floreale e speziato del Teroldego può esprimersi appieno, supportato da una viticoltura naturale che si basa sui principi della biodinamica. Dopo un anno di assenza dalla guida, determinata dal voler “attendere” il suo vino, senza cedere alla fretta del mercato, il rientro è di quelli che ti aspetti: un Granato magico e una qualità naturale e godibile nel Teroldego e nel Myrto (che si priva del Sauvignon). In cantiere il lavoro di recupero e valorizzazione della Nosiola: uscita 2011. sappiamo aspettare. Nel frattempo abbiamo di che bere.

Granato 2007 – 5 grappoli

Rubino fasciato da lampi porpora, densissimo. Rassicurante e straordinaria la grande qualità. Offre sensazioni di succo di melagrana e succo di ribes, sherry, ginepro, cioccolato, mirtillo, violetta candita ornata con fiori di campo; il tutto arricchito da un fondale speziato e minerale, al gusto declina una superba morbidezza con dosata e appagante acidità, i tannini calibrati, rotondi e “ciliegosi” nobilitano ancor più la bevuta. Vinificato in legno (50 hl), poi 24 mesi in barrique e botti da 30 hl. Lepre al ginepro.

Foradori 2007 – 4 grappoli

Color della buccia della melanzana. Ha un naso intrigante di visciola, mora, viola, gianduia, ciliegia, mirtillo, spezie e lieve tocco ematico. Bocca fruttata, sapida, saporita e di fresca acidità con tannini morbidi e di rara eleganza. Vinificazione in acciaio e legno, sosta in barrique e botti. Filetto olio e sale (meglio se grosso).

Myrto 2009 – 4 grappoli

Paglierino. Fitto di effluvi di pesca gialla, mela golden, uva spina, mandorla, tiglio, agrumi e note minerali che si traducono al palato in sensazioni di piacevole freschezza con sbuffi sapidi; finale ammandorlato e sui toni di una gustosa, lieve e levigatissima tannicità. Vinificato in botti di rovere e acacia da 20 hl. Poi 11 mesi sulle fecce fini, stesse botti. Lasagna alle verdure.

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