Rassegna Stampa

1 Dicembre 2005

Enogea n. 4 - Granato una degustazione a due voci

Enogea – II Serie N. 4
Newsletter bimestrale indipendente
Dicembre2005/gennaio 2006

 

Vecchie annate

Granato una degustazione a due voci

 

A poco più di tre anni dall’ultima verticale, quasi tutti i risultati trovano conferma, così come la difficoltà nell’inquadrare il Granato nei primi anni di vita e il repentino mutare con l’annata.

Io: Alessandro Masnaghetti

Lei: Elisabetta Foradori

Stesse bottiglie, stesso tavolo di degustazione, ma due voci, due teste, due palati e soprattutto due punti di osservazione differenti: quello del degustatore e quello della produttrice. Non è certo la prima volta che mi capita, eppure è di sicuro la prima volta che mi riesce di “estorcere” ad un produttore delle note sincere sui propri vini e per questo ho deciso di approfittare (accadesse più spesso, vi assicuro, lascerei queste pagine direttamente a loro, perché nessuno meglio di un produttore può ripercorrere e spiegare la storia del proprio vino).

Per evitarle l’antipatica forca delle valutazioni centesimali, ho preferito tuttavia chiederle, oltre al commento, una generica classificazione in stelle alla quale io stesso mi sono adeguato per cercare di rendere quanto più possibile confrontabili le nostre valutazioni. Valutazioni che mostrano una buona concordanza di fondo e che allo stesso tempo, per via del diverso approccio nell’uso delle scale, finiscono col mascherare alcune divergenze anche sostanziali nella descrizione del vino (piuttosto chiaro è l’esempio dell’annata 2003).

Fatta questa premessa/precisazione, e tenuto conto anche di tutte le precedenti verticali di Granato che ho avuto modo di fare in questi anni, i punti principali che emergono sono – per me – più o meno gli stessi. Il Granato, e più in generale il Teroldego, è un vino difficile da inquadrare e da valutare, sia per la sua naturale predisposizione ad una scontrosa esuberanza in gioventù (che a volte può ingannare sul reale potenziale del vino e dell’annata) sia per un’impostazione organolettiche meno in sintonia – rispetto ad altri vitigni - con il mio palato. Messa in ogni caso da parte – per quanto possibile – la soggettività, il teroldego si conferma un vitigno molto sensibile a qualsiasi – seppure minima – deviazione da quello che è l’andamento ottimale dell’annata. In altre parole, basta poco, a volte pochissimo, perché il vino, da potenzialmente pieno, completo e soprattutto maturo, diventi invece acerbo e carente nella struttura tannica, pur conservando spinta e volume. Allo stesso tempo, se è vero che in gioventù fatica a concedersi, è altrettanto vero che il Granato sembra avere nei dieci anni – con alcune eccezioni – l’arco massimo e ottimale del suo sviluppo.

A proposito però di eccezioni, credo che le ultime annate – diciamo dal 1999 al 2004 – facciano un po’ di storia a sé stante e lascino aperto un concreto spiraglio sia ad un possibile incremento delle capacità di tenuta nel tempo (sebbene non sostanziale) sia e soprattutto ad una maggiore regolarità di rendimento. In altre parole, se confrontiamo il Granato della prima ora (del quale manca solo il 1988 per motivi di disponibilità) con il Granato degli ultimi anni, si vede chiaramente come il vino non sia più soggetto a bruschi cali di tensione e questo, stando alle parole di Elisabetta Foradori, non tanto per un cambiamento e/o miglioramento delle tecniche di cantina, quanto per il progressivo concretizzarsi del lavoro di selezione massale e di reimpianto dei vigneti. E che le cose stiano effettivamente così lo dimostrano anche il minor numero di annate non prodotti (1987, 1992 e 1994, contro il solo 2005 dell’ultimo periodo)e il parallelo incremento delle quantità prodotte, che passano dalle 8000 bottiglie circa del primo periodo alle 40.000 bottiglie del secondo. Un traguardo davvero ben difficile da raggiungere se non si dispone di un parco vigneti all’altezza.

Io: Alessandro Masnaghetti

Lei: Elisabetta Foradori

Granato 1986, tre stelle

Un vino in evidente e scontata evoluzione, che conserva tuttavia un suo carattere integro e definito, e per questo nonostante una leggera vena di carbonica che tende ad alterare la percezione tannica. Il finale ha un suo calore e una sua lunghezza, di sicuro ben superiori e quanto potessi immaginare solo tre anni fa.

Granato 1986, tre stelle e mezza

Mi stupisce sempre per la percezione al naso, è come un bazar orientale e lo amo. Poi in bocca magari scivola via, sono i primi passi, viene fuori la sua razza, un’evoluzione continua. E poi perché non scivolare via con una dolce e continua persistenza. Il giudizio è un po’ affettivo.

Granato 1989, una stella

Ci ho sempre fatto a cazzotti e anche dopo tanti anni non finiamo di litigare. Il rovere resta slegato, mentre la struttura mostra chiari limiti nella maturazione del frutto. Tannino che latita e freddo che prende il sopravvento.

Granato 1989, due stelle

Ricordo un’annata non facilissima, si sente il tuo nervosismo, che è tuo, perché sei ancora incolto, sei un teroldego a metà fra l’addomesticato ed il selvatico, poi non pienamente maturo. C’è molta strada da fare.

Granato 1990, due stelle

Doveva curioso: un’annata più che calda e un vino che, al contrario, sembra quasi fratello del precedente. Certo meno acido, ma pur sempre selvatico e di poco charme. La spiegazione data da Elisabetta sembra la più corretta: troppa produzione.

Granato 1990, due stelle

Caldo, che caldo il clima era caldo e si sente e poi ho prodotto troppo. Non mi sei mai piaciuto e non mi piacerai mai. I calcoli sul diradamento erano sbagliati. Non sei certo il mio Granato preferito. In bocca glicerina, il naso non ha i contorni.

Granato 1991, tre stelle

Doveva essere poco più di una formalità e invece così non è stato. Mancava l’armonia, l’articolazione e la complessità aromatica che lo avevano reso grande. Una bottiglia mal conservata o soltanto una questione di età?

Granato 1991. due stelle

Inizio a ritrovarmi, ho amato molto questo vino e lo amo ancora. Oggi mi delude un poco al naso, ma in bocca…inizia ad uscire la seta e la persistenza. Ricordo, il primo passo verso qualcosa di più.

Granato 1993, tre stelle e mezza

Meno ricco del 1991, ma senza dubbio più bilanciato ed espressivo, con quel tannino maturo che ha sempre avuto e che lo ha sempre sostenuto anche in passato. Un ottimo vino può nascere anche da un’annata non eccelsa.

Granato 1993. due stelle

Inizio a ritrovarmi, ho amato molto questo vino e lo amo ancora. Oggi mi delude un poco al naso, ma in bocca…inizia ad uscire la seta e la persistenza. Ricordo, il primo passo verso qualcosa di più.

Granato 1995, due stelle

Un vuoto d’aria improvviso, un salto nel vuoto. La classica annata fredda sul teroldego: tannini che latitano e acidità in evidenza. Fatico a concordare sull’armonia…

Granato 1995, due stelle e mezza

Ancora il bazar orientale, spezie ed animali, poi un po’ meno in bocca – ma forse, in fondo, una grande armonia. E poi eri piccolo, piccolo….

Granato 1996, quattro stelle

Un vino che non ha perso il suo carattere selvatico e di territorio e che in compenso ha guadagnato in armonia, complessità e lunghezza. Stiamo alla fatidica soglia dei dieci anni eppure il suo momento sembra essere arrivato solo adesso. Bello bello.

Granato 1996, quattro stelle e mezza

Ci siamo, che bello. Mi riconosco, uno sviluppo, un passo avanti e il momento migliore, forse per berti. E’ una delle mie annate preferite e ne trovo conferma. Sì, ti distingui e tiri fuori la roccia, la lunghezza, il territorio. I sassi, il clima trentino.

Teroldego Rotaliano Granato 1997, tre stelle e mezza

Se il 1996 è cresciuto, questo 1997 è in qualche modo calato. La bocca è ricca ma non ha quella classe che il naso sembrava promettere e soprattutto non ha la stessa bevibilità. Un po’ ignorante (pardon, incolto).

Teroldego Rotaliano Granato 1997. tre stelle e mezza

Ancora caldo, e io non lo amo questo caldo, ma non posso che accettare. Questo Granato, è piaciuto a molti, ma io lo trovo rude ed incolto. Non si riesce a pettinare. Così è e così rimarrà. Questione di gusto.

Teroldego Rotaliano Granato 1998, tre stelle e mezza

Leggermente più evoluto rispetto al 1997 e allo stesso tempo anche più bevibile e disteso (nulla dell’ignoranza di cui sopra). La sostanza mostra tuttavia dei limiti e alla fine per le oscure leggi della degustazione (e relativi punteggi) si ferma un mezzo gradino al di sotto.

Teroldego Rotaliano Granato 1998, tre stelle

Una sorpresa, e che sorpresa. Su questa annata nessuno scommetteva e io dicevo “pazienza”, è stata un’annata fredda ma non per questo da poco. Solo qualche tannino un po’ più spigoloso e all’inizio meno gentilezza. Oggi, dopo 7 anni, riconosco quello che speravo fosse.

Teroldego Rotaliano Granato 1999, quattro stelle

Un giudizio meno “ormonale” rispetto a quello di Elisabetta, ma pur sempre positivo. Ancora oggi predilige il frutto, senza con questo scadere nel selvatico o nell’amaro. Ha scorta di energie. Non domabile. E’ così.

Teroldego Rotaliano Granato 1999. quattro stelle

Maschile, forse indomabile. Credo che non cambierei. Vedremo.

Granato 2000, tre stelle e mezza

Un po’ asciutto sul tannino, a tratti quasi piemontese, eppure diretto e bevibile. Naso invece ancora da definire, speziato, incenso, atipico rispetto alla linea Granato.

Granato 2000, quattro stelle

Dolcezza che si esprime ora, all’inizio non pensavo, perché eri chiuso e quasi insignificante. Da un paio di anni mi sono ricreduta. Se dovessi bere una bottiglia di Granato, oggi, dopo il 1996 berrei il 2000.

Granato 2001, quattro stelle

Uhmmmm. Una specie di Giano bifronte….da un lato il rovere un po’ artefatto e scontato e dall’altro una struttura e un tannino mica da ridere, direi quasi studiati se ciò non apparisse dispregiativo. La materia prima sembra in ogni caso un bel pezzo avanti rispetto al 1999 e per questo è difficile non condividere l’ottimismo di Elisabetta. Quel naso però…ci torno sopra…mah. Vedremo. In ogni caso non c’è fretta. Il vino ha le spalle solide.

Granato 2001, quattro stelle e mezza

Sei forse il mio Granato preferito, anche se oggi ti trovo un po’ chiuso, ti penso fra qualche anno. Così la visione prende contorno e con l’invecchiare delle vigne ho ora la certezza che potrà essere spesso così. In fondo ho dovuto rifare tutto e cosa sono 20 anni in viticoltura? Ma credo di non aver sbagliato ad avere insistito sulla tua unicità. C’è solo da aspettare, manca la complessità che arriverà fra 2/3 anni ma ci sei, tutto.

Granato 2002, tre stelle

Un bel salto di classe e di sostanza rispetto al 2001, eppure alla fine il vino ha un suo disegno e una sua presenza (anche qui però il rovere un poco mi infastidisce). Ben lontano in ogni caso dei tonfi del 1989, del 1990 e del 1995. Un’annata piccola interpretata al meglio.

Granato 2002, tre stelle e mezza

Sono contenta di averti imbottigliato. Lo sapevo che non mi avresti tradito. Mi piaci molto, malgrado la pioggia e poi il sole di settembre. Ti voglio bere adesso, prima del 2001 che sta ancora covando, si sta ripensando….

Granato 2003, quattro stelle e mezza

A Elisabetta non piace più di tanto (anche se poi gli dà lo stesso 4 stelle!!). A me invece piace, eccome. Forse perché è uno dei pochissimi Granato che fin da giovane è in grado di coinvolgerti senza obbligarti a lunghi lavori di indagine e di cesello. Il frutto è perfettamente maturo. Il rovere è ben dosato e il tannino è perfettamente distribuito (anche se bisogna riconoscere che forse non ha la stessa trama e completezza del 2001).

Granato 2003, quattro stelle

Non lo so, a me non sei mai piaciuto particolarmente, sarà che sei grasso e io sono abituata alla tua snellezza ed essenzialità. Vedremo, ancora non ti capisco, magari mi riserverai la stessa sorpresa del 2000?

Granato 2004, (quattro stelle e mezza)

Ho assaggiato solo delle basi e per questo mi concedo le parentesi. L’impressione in ogni caso è molto, molto positiva. Se il 2003 è ottimo, questo 2004 ha infatti tutte le carte in regola per salire di un altro gradino ancora. Gran bel tannino. Restate sintonizzati.

Granato 2004, quattro stelle

Ancora in botte, ma mi metti allegria, sei un ottimista e la tua dolcezza mi affascina. Mi piaci molto e so che non mi deluderai, anche perché abbiamo fatto tanti passi avanti, assieme.

Granato 2005

Niente Granato!!!questa volta non ce la faccio!

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