Rassegna Stampa

16 Luglio 2010

Enogea n. 31, giugno-luglio 2010

Trentino Full Immersion
Di Franco Falcone

Di Elisabetta Foradori e di come sia riuscita a portare la sua azienda e il nome del Teroldego Rotaliano al vertice del panorama vitivinicolo italiano è stato scritto abbondantemente da tanti colleghi che più di me (anche solo per ragioni anagrafiche) l’hanno seguita dal 1984 a oggi, ovvero da quando giovanissima (è rimasta orfana del padre, Roberto, nel 1976) ha cominciato a occuparsi in prima persona dell’azienda di famiglia. Eppure non emerge quasi mai, salvo eccezioni l(eggi il Masna su Enogea n. 4) il meticoloso lavoro di selezione massale che Elisabetta ha condotto sul teroldego, cercando di recuperare la biodiversità del vitigno (di cui in tanti, nel tempo hanno poi beneficiato). Così come non si parla mai abbastanza del suo progressivo avvicinamento a una gestione biodinamica della viticoltura (e una visione più laica dell’enologia), iniziato quasi come una scommessa una decina di anni fa e oggi parte integrante della sua visione enoica: “i vini che facevo un tempo erano buoni

dal punto di vista tecnico, visto che mi sono diplomata all’Istituto di San Michele all’Adige, ma mi sono accorta che mancava loro quello spirito di territorio, quell’autenticità di sapori che appartengono alla mia terra e che solo ora sto imparando a riconoscere”. E che conoscerete anche voi una volta stappato (e bevuto) il suo Granato 2007, davvero un rosso memorabile per la purezza e per l’ampiezza del frutto, per l’originalità minerale e per la raffinatezza del tessuto (o per tante altre ragioni che per motivi di spazio non posso approfondire). In altre parole, uno dei vini più emozionanti che io abbia bevuto negli ultimi anni. La versione del 2006, a conferma di quanto la qualità della vendemmia possano contare anche (e forse soprattutto) nel lavoro di una vignaiolo di questo rango, è invece di gran lunga meno luminosa (anche per una lieve riduzione iniziale), meno profonda, meno densa, meno completa (ma ugualmente superiore, e mio avviso, ai millesimi del recente passato). In grande crescita infine il Teroldego Rotaliano Foradori (meno rigido che in altre occasioni) e anche qui manco a dirlo, è la vendemmia 2007 a imporsi (più ricca di sfumature e più densa di sapori) superando agevolmente l’edizione del 2008.

Granato 2007 92F
Granato 2006 89F
Teroldego Rotaliano Foradori 2008 85+D
Teroldego Rotaliano Foradori 2007 86+D

 

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