Rassegna Stampa

22 Febbraio 2014

Guida ai Vini d’Italia Bio 2014

Pierpaolo Rastelli

Tecniche Nuove

Elisabetta Foradori aveva già raggiunto fama di grande vignaiola e ottenuto il rispetto da parte degli appassionati di tutto il mondo per quell’uva tanto amata, il teroldego, la sua uva. Ma non le è bastato. Ha voluto rinunciare alla chimica, sentir ancor più stretto il legame col suo terroir grazie alla biodinamica. Un lungo periodo di prove e studi volti a nuove vinificazioni e anfore in terracotta. Oggi crea vini emozionanti per carattere, coraggio, finezza. A partire dal suo Teroldego Rotaliano base. L’anfora, oltre ai cru Sgarzon e Morei, custodisce anche i due Fontanasanta: oltre al Manzoni c’è una Nosiola illuminante per ritmo e profondità.

VINI DEGUSTATI

Fontanasanta Manzoni Bianco 2011 – 90/100
Profumi di frutta matura, grano, foglia di tè intrecciati in un palato dall’abbraccio tenero e avvolgente eppur di straordinaria tonicità e tensione salina.

Granato 2010 – 91/100
Un piccolo vino di culto, il lato moderno e raffinato del Teroldego: anima fruttata cesellata da tratti speziati e fumé in una bocca levigata e tenace, di stoffa.

Sgarzon Teroldego 2011 – 89/100
Sa di pepe, mora e tabacco, ha una tempra umorale, terragna, dal frutto succoso, pieno di sapore, con uno sviluppo denso di rimandi veraci e gusto articolato.

Morei Teroldego – 89/100
La nota di mora del Teroldego è radiosa e si fa frutto polposo al palato, lasciando una larga impronta fruttata, voluttuosa, di grande forza strutturale.

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