Rassegna Stampa

1 Gennaio 2013

I Vini d'Italia 2013, Le Guide de L'Espresso

Il nome di Elisabetta Foradori è da almeno vent’anni sinonimo di Teroldego di qualità elevatissima. Senza la sua opera, che non è enfatico definire coraggiosa e per molti aspetti visionaria, la fama di questo robusto rosso trentino non avrebbe superato i confini regionale e nazionali. Il suo Granato, per anni la selezione più severa e prestigiosa, è una delle etichette “cult” della tipologia. Nel corso dell’ultimo decenni Elisabetta ha gradualmente riconvertito i suoi vigneti all’agricoltura biodinamica, e da poche vendemmie vinifica in anfore (di produzione spagnola). I risultati stanno assumendo contorni davvero convincenti: i vari cru di Teroldego, nonché la sapida e luminosa Nosiola, sono vini di sorprendente forza espressiva.

Dopo l’infornata di nuove annate proposte in assaggio in anteprima per la scorsa edizione della Guida, Elisabetta ha deciso di ritardare la presentazione dei vini ancora in affinamento in cantina. Assenti tutti i diversi cru di Teroldego, rubrichiamo il goloso rosso Ciso, frutto di un lavoro corale con i colleghi “dolomitici” (da uve della tradizionale varietà enantio di una vigna centenaria presso Ala) nella scheda aziendale.

CISO 2010 – 17/20 – 4 bicchieri
Originalissimo all’olfatto: cola, chinotto, erbe, radici, molto pepe: palato succoso, vivo, tonico, tannini saporiti, non una trama superiore ma le giuste “vibrazioni” gustative e un finale goloso, speziato, bevibilissimo.

Annate da ricordare

GRANATO 2007 – 18/20

Intenso, lento ad aprirsi al naso, offre note di grafite, inchiostro, mora matura; la bocca è succosa, piena, ricca di frutto e di note ferrose, minerali; nel finale, appena vegetale, il rovere si fa sentire ma la materia è ottima e l’allungo di grade precisione.

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