Rassegna Stampa

22 Ottobre 2015

Il vino senza la tirannia dell'ego, L'Espresso

Vino: di Fabio Rizzari e Ernesto Gentili

Il vino senza la tirannia dell'ego

vino.blogautore.espresso.repubblica.it del 22 ottobre 2015

Come ho descritto nel post precedente, esistono produttori di vino così pieni di sé da soffrire di disturbi digestivi.

Per fortuna esistono produttori di tutt’altra pasta. Gente vera, non oppressa dal peso del proprio ego. Gente rispettosa di sé e degli altri. Gente sensibile, cordiale, capace di comunicare con sincerità anche con i vili giornalisti senza per questo sentirsi venduta o fuori posto.

Di gente così, per fortuna, ce n’è molta nel mondo del vino. Di raro valore umano è ad esempio Elisabetta Foradori. Una vignaiola onesta, che fa vini onesti. Insieme a Elisabetta ho guidato pochi giorni fa una degustazione nell’ambito di Ein Prosit, annuale manifestazione enogastronomica friulana.

Con il sapiente affiancamento del prode amico e collega Giampaolo Gravina, s’è assaggiata un’ampia batteria di Granato, Teroldego storico per l’azienda, per il Trentino e per il vino italico tout court. Dalla bottiglia più datata (1986) alla più giovane (2013), un filo rosso ha unito la successione dei vini: una percettibile, vibrante energia vitale. Più nascosta e “ovattata” nei rossi ottenuti da una viticoltura convenzionale e affinati nel legno piccolo, via via più chiara e trasparente nei vini da conduzione biodinamica e tenuti in botti grandi.

Dice: come la descrivi meglio st’energia vitale? Non la descrivo meglio, perché non saprei come farlo. Sareste voi in grado di spiegare a chi non l’ha mai mangiato il sapore di un asparago? Chi non ha provato i vini di Elisabetta deve accontentarsi della mia parola.

Ma anche meglio: deve o dovrebbe berne uno.

F.R.

/vino.blogautore.espresso.repubblica.it

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