Rassegna Stampa

21 Aprile 2011

Panorama n. 17 - Attraverso la vite, l'universo intero


Storie di vini

Attraverso la vite, l’universo intero
di Bruno Vespa

Che peccato trovare in tante buone tavole vini improbabili e raramente una bottiglia di costo medio ma intrigante e ineccepibile come il Teroldego di Foradori, col suo garbo, la sua misura, la sua consistenza. Naturalmente il campione di casa è il Granato, ma in tante tavole, anche importantissime, questi livelli sono inarrivabili. Si spende magari tantissimo per i fiori a tavola e non si osa accostarsi ai 40 euro del Granato o di altri vini di pari dignità che da soli darebbero senso alla cena. Questo Teroldego in purezza,. Chiamato così in onore del melograno tradizionale compagno del vitigno, trascorre due anni nelle botti di rovere prima di affacciarsi al pubblico. Elisabetta Foradori sta tuttavia lasciando i legni nuovi in favore delle anfore di terracotta, luogo antico di maturazione, oggi ripreso da autentici amatori. Il Nosiola che ho assaggiato ha un bel corpo, una bella struttura e una spiccata personalità. Precede due Teroldego maturati nello stesso spirito (il Morei e lo Sgarzon) che usciranno in autunno. Tutto questo è frutto della scelta biodinamica fatta da Foradori nel 2002. E’ una scelta più filosofica che tecnica, suggerita novant’anni fa da Rudolf Steiner, secondo il quale l’uomo, attraverso la pianta, deve guardare l’universo intero. Elisabetta mi scrive che nel vino ha trasfuso l’energia della vita e lo scrive con tanto entusiasmo da avermi contagiato.

torna alla rassegna <
torna alla rassegna < copertina web_5.jpg
ita | eng