Rassegna Stampa

1 Gennaio 2012

Slow Wine - Guida 2012

Sempre nuove sfide

Nell’arco di trent’anniElisabetta Foradoriha portato in auge il vitigno teroldego e dato dignità al territorio della Piana Rotaliana. Lo ha fatto con le sue sole forze. Nell’azienda di famiglia ha investita tutta se stessa, si è messa in gioco, scegliendo sempre nuove strade proprio quando il mercato premiava quelle vecchie. Ancora oggi scommette sui cambiamenti, superando la centralità della propria figura e aprendosi ad altri vignaioli della zona, coi quali condivide l’idea di poter realizzare una viticoltura diversa, da ascoltare e non da imbrigliare.

VITA – Elisabetta, nei primi anni ottanta, si trova a dover gestire improvvisamente l’attività di famiglia. In breve tempo il suo impegno in cantina porta ottimi risultati alla produzione, facendo diventare l’azienda il punto di riferimento per la zona rotaliana: verrà coniata per lei la definizione di “signora del Teroldego”. La spinta emotiva si evolve nel 2000, quando Elisabetta matura la volontà di par parlare la natura, scegliendo la strada della viticoltura naturale.

VIGNE – I primi sforzi agronomici di Elisabetta furono rivolti a definire l’identità di teroldego, selezionando le piante per sene e non da barbatelle. Una volta compreso le qualità di ciò che aveva a disposizione, si è concentrata per ridare alla terra il giusto equilibrio vitale. Oggi si trova con vigneti che necessitano di pochissimi interventi. L’ultimo intervento in vigna è un ritorno al passato: il lavoro “naturale” su due vigneti di teroldego caratterizzati dai suoli significativamente differenti – il Morei e lo Sgarzon – ha portato, già con la vendemmia2009, adue espressioni in bottiglia della varietà completamente diversi tra loro.

VINI – Il nuovo “corso enologico” di Elisabetta è incentrato sull’utilizzo delle anfore di argilla, contenitori di produzione spagnola usati per la vinificazione di teroldego, nosiola, e incrocio Manzoni. In generale questo strumento dona al vino maggior dinamica e intensi toni floreali; note che troviamo nel Morei 2010 (teroldego; 5.000 bt), unite a un gran frutto e a un tannino solido ma non invadente; ancora in nuce lo Sgarzon 2010, che giudicheremo in futuro. In anfore viene vinificato anche il Manzoni Bianco Fontanasanta 2010 (17.000 bt), cha ha una spinta alcolica ben sostenuta dall’acidità e da note di erbe aromatiche, così come il Nosiola Fontanasanta 2010, ancora in fase di definizione al momento degli assaggi. Il Teroldego 2009 (110.000 bt) è inizialmente contratto, poi escono note terrose e floreali.

VINO SLOW

Granato 2008 (teroldego, 25.000 bt) Un vino didattico ed emozionante per come è in grado di interpretare il territorio. Presenta una trama minerale, succosa e persistente, di eleganza e profondità.

CONCIMI nessuno

FITOFARMACI rame e zolfo

DISERBO meccanico

LIEVITI indigeni

UVE 100% di proprietà

CERTIFICAZIONE biodinamica, biologica

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