Rassegna Stampa

1 Gennaio 2013

Slow Wine, Guida 2013

Storie di vita vigne vini in Italia
Slow Food Editore

Una donna dall’entusiasmo contagioso che ha avuto la curiosità di modificare il suo rapporto con le vite e con la vita a favore di una rinnovata agricoltura.

VITA – Nel 1984, dopo la scomparsa del padre, Elisabetta Foradori prende in mano le redini dell’azienda di famiglia. La produzione è dedicata solo al teroldego, ma col passare del tempo la voglia di crescere spinge Elisabetta a orientarsi verso una viticoltura diversificata.

VIGNE – Nei vari appezzamenti lavorati da Elisabetta nella Piana Rotaliana, caratterizzati da suoli di origine alluvionale, troviamo esclusivamente viti di teroldego. Nel 1985, nei 13 ettari di proprietà inizia un importante lavoro di selezione massale per individuare le varietà più interessanti: in seguito questo esperimento da vita al progetto delle viti da seme. A Cognola, sopra Trento, troviamo il vitigno nosiola, frutto di selezioni provenienti dalla vocata val dei Laghi, e l’incrocio Manzoni.

VINI – La ricerca non si limita alla vigna, ma prosegue anche in cantina, per trovare tecniche di vinificazione in grado di mantenere intatte le caratteristiche dell’uva. Ne è un esempio l’impiego delle anfore di argilla, fatte a mano in Spagna per la vinificazione delle uve, come per la Nosiola Fontanasanta 2010, vino che ha raggiunto equilibrio ed eleganza in bottiglia. Prossimi a entrare in commercio i due cru di teroldego; lo Sgarzon, proveniente da terreni sabbiosi che gli conferiscono freschezza e salinità, e il Morei, vino austero e possente che nasce da suoli ciottolosi. In attesa del Granato 2009, abbiamo potuto riassaggiare e confrontare alcune vecchie annate di questo storico e incredibile vino, che racchiude l’essenza stessa del teroldego.

CONCIMI compost, preparati biodinamici
FITOFARMACI rame e zolfo
DISERBO meccanico
LIEVITI indigeni
UVE 100% di proprietà
CERTIFICAZIONE biodinamica, biologica

 

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