Rassegna Stampa

5 Aprile 2005

Vini d'Italia 2005 - Gambero Rosso, Slow Food Editore

 

Nettare, vermiglio nel colore, avvincente nelle sue note di grafite nei profumi, fitto nei sapori. Impossibile sintetizzare in poche righe la complessità di questo squisito Teroldego che Elisabetta Foradori esegue con bravura e totale dedizione. Granato nei lustri toni violacei, gioioso all’olfatto, appagante in ogni minimo dettaglio. Da qualche anno è il vino rosso trentino da uve esclusivamente autoctone che più appassiona, coinvolge e fa capire la storia stessa dei territorio dove nasce: il Campo Rotaliano. Un legame antico, indissolubile. Terreni alluvionali, trascinati a valle dal torrente Noce, giù da remoti ghiacciai dell’Adamello, fino a formare l’attuale “giardino” dove il torrente sfocia nel maestoso fiume Adige. Terre di Mezzo, appunto Mezzocorona e Mezzolombardo, vigneti che vantano millenarie vendemmie. Il Granato 2002 nasce anche da queste, per certi versi, oscure, ataviche, fatiche contadine. Passato e futuro per nuove sfide enologiche. Sempre con il Teroldego in primo piano. L’ulteriore dimostrazione di bravura di questa vignaiola si manifesta nella bontà del suo Teroldego ’03: le spezie all’olfatto, con quell’inconfondibile quanto intrigante sentore catramoso, fitto e carnoso nella sua ancor giovane, agile possanza complessiva. In chiusura, un vino bianco, il Myrto ’03, uvaggio di sauvignon, incrocio Manzoni e pinot bianco molto avvincente.

 

Granato 2003, 3 bicchieri

Myrto 2003, 2 bicchieri

Teroldego Rotaliano, 2 bicchieri

 

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