Rassegna Stampa

6 Gennaio 2015

Vini d'Italia 2015, Gambero Rosso

Ha carisma e autorevolezza invidiabili e un fascino tutto femminile che la rendono ancora più signora del vino, Elisabetta Foradori non s’è mai accontentata dei risultati ottenuti rispettando semplicemente la vigoria del vitigno principe della sua azienda, il teroldego. Ha sempre valuto sfidare consuetudini agronomiche omologati e ha scelto la biodinamica come filosofia di vita e di vite. La sua azienda è stata completamente riconvertita alla colture rispettose della natura e in cantina le anfore hanno sostituito gran parte dell’acciaio. Per iniziare una nuova – si potrebbe dire dolomitica – produzione enoica. Tre Teroldego, e un paio di bianchi, in attesa dell’ultimo Granato, che uscirà tra qualche stagione. Sgarzon, Morei e il classico Foradori hanno il compito di tenere alta la bandiera di questa fondamentale cantina trentina. Lo Sgarzon è polposo, sa di more e prugne mature, cacao, con una rotondità data da tannini fitti, resi docili dalla maestria di Elisabetta. Che emerge, va detto, in tutti i vini, compresi i bianchi.

 

Nosiola Fontanasanta ‘12 - 2 bicchieri

Teroldego Rotaliano Sgarzon ’12 - 2 bicchieri

Teroldego Rotaliano Foradori ’12 - 2 bicchieri

Teroldego Rotaliano Morei ’12 - 2 bicchieri

Manzoni Bianco Fontanasanta ‘12 - 1 bicchieri

Granato ’10  - 3 bicchieri

Granato ’07  - 3 bicchieri

Granato ’04  - 3 bicchieri

Granato ’03  - 3 bicchieri

Granato ’02  - 3 bicchieri

Granato ’01  - 3 bicchieri

Granato ’00  - 3 bicchieri

Granato ’99  - 3 bicchieri

 

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