Rassegna Stampa

20 Novembre 2009

Vino Blog L'Espresso - ITALIA - FRANCIA: 1 a 0

Due bottiglie ripescate dal passato, a rimescolare le opinioni consolidate negli ultimi decenni. Due rossi, due 1991: riassaggiati, in modo del tutto casuale, a pochi giorni di distanza. Tanto per cambiare, un francese e un italiano. Diamo per scontato che siano imparagonabili per territorio, uve, eccetera. E vediamo com’è andata.
Cominciamo dal francese, mica uno scartino: Château Margaux. Alla metà degli anni Novanta il mio potere d’acquisto era di due bottiglie di Premier Cru bordolese all’anno. Per Margaux riuscii, con uno spettacolare colpo di reni, a comprarne ben quattro. Le prime furono davvero magnifiche, deliziose, sorprendenti per la fama dell’annata, che era e rimane molto media: frutto nitido e ben disegnato, tannini finissimi, corpo snello ma non magro, finale molto lungo.

Non a caso, in una delle visite allo sciatò, in compagnia del Masna*, il capace Paul Pontallier si illuminò alla richiesta di riprovare un ’91: “una delle annate cui sono più affezionato. Poteva essere il più grande Margaux di tutti i tempi, poi le ultime settimane prima della vendemmia hanno abbassato la qualità finale, ma solo di poco: rimane un Margaux fantastico”.
Ipse dixit, e concordo, anche facendo la debita tara della proverbiale capacità affabulatoria del noto enologo. Bene. Com’era il ’91 stappato pochi giorni fa? piuttosto deludente, per la verità: profumi opachi di sottobosco umidiccio e non invitantissimo (più che un sottobosco, un sottofrasca di giardinetto di periferia), bocca contratta, dai tannini abbastanza rigidi, con finale verdolino. Sebbene io sia un fanatico acritico di Margaux, l’opinione cambia un po’, ma sono quasi certo che si trattasse di una bottiglia non felicissima.
Passiamo all’italiano, mica uno scartino anche qui: il Granato di Elisabetta Foradori. Il ’91 non è soltanto la migliore annata di questo famoso rosso trentino, ma forsanche il miglior rosso prodotto in terra italica in quella vendemmia. E forsanche il miglior rosso prodotto in Europa. E forsanche, ecc. Me lo ricordavo ampio, profondo, pieno di succo, dalla maturità di frutto di magica precisione. Ebbene, l’ho ritrovato proprio così: vivo, carnoso, armonioso, perfetto come un cerchio. Questa volta, Italia batte Francia uno a zero.

Fabio Rizzari

* alias il prode Alessandro Masnaghetti

 

torna alla rassegna <
torna alla rassegna < 1319556586italia-e-francia.jpg
ita | eng